giovedì, 25 gennaio 2007
Bevo alla tua sorgente,
tra colline e valli
modellate dal vento.
 
Il sole, timidamente,
t’accarezza,
disegnando una linea
oltre la quale tutto è oscuro.
 
Passo le mie dita su di te,
come aratri lievi
che tentano, inutilmente,
di lasciare un segno in questo mondo
fatto di passioni e di sogni.
 
Mi inebrio del tuo aroma,
dolce assenzio
che mi porta all’oblio
tra queste valli
che ora sono onde
e sinuosamente mi accolgono.
 
Mi lascio cullare dal tuo movimento,
mentre cerco
di resistere
al fuoco che invoca
di trovare sfogo.
 
Seguo il tuo ritmo,
come onda lenta
che porta con se passioni smisurate
per poi ritrarsi,
schiva d’ogni mio sguardo o pensiero.
 
Mi lascio andare,
come non avevo più idea di poter fare,
lascio che il tuo corpo
accolga il dolce fardello del mio seme,
unico dono capace di ripagare
l’immensa gioia provata nell’averti.
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P.S.:Spero che la persona cui la dedicai non se la prenda per il fatto che la pubblico...ma forse non lo saprà mai. E, comunque, questa apparterrà sempre in qualche modo a lei.
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giovedì, 18 gennaio 2007

M'hai guardato, fisso, ieri sera, nel momento in cui nella milonga hanno suonato "malena". Sai che non resisto a quel tango. Furba. T'ho invitato.

I nostri corpi sono diventati uno nel momento dell'abbraccio, di nuovo vicini, tanto da sentire il tuo odore.

Le mie spalle ti hanno guidato in quel crescendo di emozioni, fino a sentire il tuo respiro più caldo, quasi in affanno. Il tuo seno poggiato al mio petto, la tua fronte contro la mia...hai rivolto il tuo viso verso il mio, la tua bocca verso la mia bocca e...no!

"Tus ojos son obscuros como el olvido
tus labios apretado como el rencor
tus manos dos palomas que sienten frío
tus venas tienen sangre de bandoneón
tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción
Malena canta el tango con voz quebrada
Malena tiene pena de bandoneón."

Non faccio più l'errore di ballare conte la mia passione.

E tutto finisce, lascio il mio abbraccio, torniamo ad essere due, distanti, separati, t'ho dato tanto ed ho sbagliato...ora voglio solo dimenticare quel tempo, lasciarlo scivolare via con il male che mi ha portato e tornare ad avere la mia energia..."e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia ...è tempo di morire... "per poter rinascere più forte di prima.

postato da: angelsoul alle ore 10:58 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 16 gennaio 2007

Guardami ancora,

                         lascia che i tuoi occhi

                         sfiorino il mio petto.

                                                                 Disegna qui la tua vita.

 

La tua pelle,

                          seta profumata e chiara,

                          mi chiama in un lento bacio.

                                                                    Ed io non ho fretta.

 

La tua pancia,

                         nascondiglio di vita,

                         prelude al tuo sapore.

                                                                   Che m’incalza.

 

Sei su di me,

                           con lente movenze

                          accarezzi il mio corpo.

                                                               Tremo in modo imbarazzante.

 

I muscoli si tendono,

                           la tua lingua scivola

                           nel solco dell’addome.

                                                               Ti attendono i miei spasmi.

 

La tua bocca m’accoglie,

                            il caldo tepore

                            mi esalta.

                                                                Ti guardo mangiarmi.

 

Non posso attendere,

                            voglio sentire

                            il tuo sapore.

                                                                 Ti prendo con forza.

 

Dapprima lento,

                             voglio vedere

                             la tua voglia salire.

                                                               Ti sfioro delicatamente.

 

Poi irruente,

                             voglio sentirti

                              urlare di vita.

                                                                Mangio i tuoi frutti.

 

Accoglimi ora,

                                il tuo ventre

                               mi chiama.

                                                                 Gioco da irresponsabile.

 

Dimentica i tuoi freni,

                              danza con me

                              questa poesia.

                                                                 Amo vederti godere.

 

Donami la tua pelle,

                             cosicché io ne faccia

                             terreno per il mio seme.

                                                                   Sono su di te.

 

Non dimenticare mai,

                             qualsiasi cosa accada,

                             anima mia.

                                                                   Questo è tutto per te.

 

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lunedì, 15 gennaio 2007

Qualcuno, dopo aver letto la poesia di Neruda, mi ha chiesto chi fosse questa "lei" che non è con me. Sorrido e rispondo...bella domanda!

Non è con me la lei che ti guarda negli occhi e ti ha capito, non è con me la lei per cui posso fare tutto quello che riesco a fare col solo scopo di vederla felice, non è con me la lei che è capace di capirmi anche quando non stò dando ma sto chiedendo, non è con me la lei capace di intendere il semplice concetto che, anche se io do tutto me stesso, ho bisogno di ricevere quantomeno amore e gratitudine dall'altro lato, affinchè io possa continuare a dare. Non è con me la lei che non interpreta male quello che dico; non è con me la lei che mi ascolta,perchè ogni tanto c'è bisogno di parlare, e lo fa col cuore! Non è con me la lei che non scappa di fronte alle difficoltà, ma lotta con me come io faccio con lei; non è con me la lei capace di accettare anche i miei difetti (ed io ne ho tanti), amandoli e capendo che anche loro disegnano la nostra personalità; non è con me la lei che non interpreta la voglia di condivisione come volontà di imprigionarla; non è con me la lei capace di amare e di mettersi in discussione. Non è con me la lei capace di capire, semplicemente, che Angelo è una persona, felice, triste, pensierosa, pazza e che non vuole fare le cose solo per apparire in una certa maniera, vuole apprezzare gli altri così come sono e vuole che lo stesso sia fatto con lui. Perciò chi mi ama (o dice di farlo) si beccherà tutto, sinceramente, nel bene e nel male! Non è con me la lei capace di condividere l'estrema importanza che do ai gesti, alle sfumature delle cose che, secondo me, danno vita a tutto. Non è con me la lei capace di incazzarsi a morte se faccio qualche stronzata, ma per amore e con amore, perchè stronzate, prima o poi ne facciamo tutti! Non è con me la lei che sa che le parole "ti amo", così inflazionate, quando si dicono col cuore, sono gemme di vita che doniamo e dobbiamo esser certi, perciò, di volerle donare a quella persona. Non è con me la lei che quando ci fai l'amore capisci perchè sei al mondo. Non è con me la lei per cui ti svegli la mattina e ringrazi, ringrazi, ringrazi. Non è con me la lei...ma una volta c'è stata...e se mi sforzo ne sento ancora la presenza...il suo fiato sulla mia guancia, il sole che entra dalla finestra ed il suo profumo...il suo profumo.

Perdonate la punteggiatura, le frasi troppo lunghe e alcune frasi "enigmatiche" ma...mi sono fatto prendere la mano...ed io sono anche così, perciò non cambierò o correggerò nulla.

 

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giovedì, 11 gennaio 2007

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.


Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.


Il vento della notte gira nel cielo e canta.


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .


Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.


Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.


Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.


Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.


E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.


Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.


La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.


Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.


D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.


Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.


Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.


Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

NERUDA

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venerdì, 05 gennaio 2007

Non capisco perchè. Perchè ogni volta mi metto in gioco, sono sincero, dono tutto me stesso alle persone ed ogni volta queste si approfittano della mia gentilezza e dei miei gesti. Eppure non ho mai chiesto nulla in cambio, sono solo fatto così e non so più se andarne fiero o sentirmi tremendamente stupido. Ho voglia di vivere intensamente le mie emozioni, ricavandone energia vitale, l'energia dell'amore verso gli altri (quello che alcuni sentono come l'esistenza di dio), solo per questo cerco di mettere tutto me stesso nelle cose che faccio. Ti posso donare un gesto? Stai certo che lo faccio, ma questo non vuol dire che se ne possa approfittare. Anzi, dovrebbe essere gratificante vedere una persona che senza chiederti nulla ti da qualcosa...e allora perchè mi ritrovo sempre a perdere energia, vita, per colpa di qualcuno? Dovrei diventare cattivo, farmi coinvolgere dall'andazzo generale, essere egoista nel senso brutto della parola, pensare solo al mio tornaconto, prendere, prendere fino a che ho bisogno e poi abbandonare...come succede a me. Ma non ne sono capace, non mi resta che chiedermi se la mia vita sarà sempre così, non vorrei smettere di essere me stesso ma sono turbato dall'ennesima delusione, dall'ennesimo incontro con la falsità e l'ipocrisia delle persone. Ho pianto, urlato in faccia a questi cosa non andava, ma fanno finta di capire, poi tornano a sfuttarti.Ho la guerra in testa ed il mio flusso di pensieri è troppo veloce per scrivere cose sensate, lo so, ma  è uno sfogo, convulso, contro la superficialità di tutto quello che mi gira intorno, contro l'ipocrisia e le finte facce che mi guardano con occhioni dolci tentando di usare il mio corpo per legare a loro il mio cervello, dimostrando di non aver capito un cazzo di come sono e del fatto che il mio corpo segue il mio cervello e non viceversa.

Auguro a queste persone un anno di vita che li sconvolga e gli faccia capire cosa ha veramente valore al mondo.

postato da: angelsoul alle ore 10:33 | Permalink | commenti (4)
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